Strano parallelismo tra professioni che possono sembrare così diverse tra di loro, anche se in qualche maniera calcio e musica hanno visto spesso incrociarsi le proprie strade.
Il 1976 è incastrato esattamente a metà tra l’uscita discografica di Wish you were here e Animals, album storici dei Pink Floyd. All’interno della band inglese iniziavano i primi scricchiolii, tanto che nel successivo The Wall Roger Waters mise addirittura fuori rosa Richard Wrigt, tastierista e co-fondatore del gruppo presente fin da The Piper at the Gates of Dawn, targato 1967. Dicevamo del 1976, chiaramente anno della nascita di Francesco Totti.
Cosa sarebbe stato se David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason avessero detto basta quando Waters ha deciso di uscire dal gruppo?
Oggi non avremmo potuto ascoltare High Hopes, oggi non avremmo potuto continuare a “vivere” una leggenda, ne avremmo soltanto sentito parlare.
Soprattutto non avremmo potuto ascoltare On the turning away, un pezzo che sembra scritto per il n. 10 giallorosso, un pezzo scritto nel 1987 ma si sa, Gilmour può leggere nel futuro:
On the turning away Voltare le spalle
From the pale and downtrodden a chi è pallido e oppresso
And the words they say ed alle parole che essi dicono
Which we won’t understand che non capiremo
“Don’t accept that what’s happening “Non accettate che ciò che sta accadendo
Is just a case of others’ suffering sia una sofferenza solo altrui
Or you’ll find that you’re joining in o vi ritroverete uniti a chi
The turning away” volta le spalle”
It’s a sin that somehow E’ un peccato che in una qualche maniera
Light is changing to shadow la luce si stia tramutando in ombra
And casting it’s shroud e gettando il proprio velo
Over all we have known su tutto quel che abbiamo conosciuto
Unaware how the ranks have grown ignari di come i ranghi siano cresciuti
Driven on by a heart of stone portati avanti da un cuore di pietra
We could find that we’re all alone potremmo scoprirci tutti soli
“E’ un peccato che la luce si stia tramutando in ombra…”, già. Cosa sarebbe stato se Francesco Totti avesse lasciato la Roma prima o dopo l’infortunio del 2006? Oggi (forse) non giocheremmo la Champions League, oggi non avremmo il marcatore più longevo di sempre nella massima competizione europea, oggi nessun giallorosso sarebbe a quota 300 gol con la stessa maglia.
Per nostra fortuna sia Totti che Gilmour hanno continuato a regalarci dei capolavori come “dei pazzi diamanti” e mi piace immaginarli in una stanza fumosa, l’uno con la chitarra in mano e l’altro a scandire il tempo con dei palleggi e poi guardarsi e sorridere sulla strofa: “Remember when you were young , you shone like the sun”
Viva la Roma, viva i Pink Floyd, viva Francesco Totti, viva David Gilmour
Domenico Rimedio
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